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Domanda (da parte di una laureanda):

“Io ho mandato il mio CV da quasi laureata alla XX a una 50ina di agenzie di traduzione di YY (per ora) ma non mi hanno neanche risposto!! Neanche una!! É normale?

Risposte:

FC:

Sì, purtroppo è normale! Al di là del fatto che sarebbe educato rispondere a tutti (cosa che molte agenzie non fanno nemmeno quando sono loro ad averti interpellata per prime…), credo che le più grandi ricevano ogni giorno centinaia di cv, presentazioni, contatti da laureandi, neolaureati e professionisti per le più svariate combinazioni. Per questo bisogna 1) perseverare 2) cercare di spiccare fra la massa 3) mandare email il più possibile personalizzate.

FJ

Facendo quello che dice FF tuttavia, non puoi neanche calcolare che quelle agenzie ti daranno “lavoro”. Mi spiego: se riesci a spiccare fra la massa, rimani pur sempre una laureanda, che non è uno status da traduttrice con esperienza, mentre la maggioranza del lavoro necessita di essere svolto da persone con esperienza. Tuttavia, non è neanche vero che non possa capitare quell’occasione in cui, se tu sei riuscita a distinguerti e rimanere ben impressa nella mente di chi ha ricevuto la tua presentazione, il tuo profilo combacia con l’esigenza di una determinata richiesta ricevuta dall’agenzia: quelle sono le occasioni che non ci si può permettere di perdere. E’ altrettanto vero – purtroppo – che molte, agenzie oggi “creano” l’esigenza delle traduzioni a prezzi non professionali. Quelle agenzie non vengono a cercare “te”, ma solo l’opportunità di “trattare” con persone ingenue, impreparate alle trattative commerciali, che non hanno la più pallida idea del prezzo minimo con cui devono lavorare per rispettare le esigenze di chi del lavoro autonomo ci deve vivere e si fanno convincere a lavorare per prezzi infimi solo perché non vogliono perdere l’opportunità di “tradurre qualche cosa” o di “farsi clienti”. C’è una soluzione per non finire nel mucchio delle persone sfruttate e non partecipare al ribasso dei prezzi a livelli tali che di questo lavoro nessuno riesce più a vivere (lavorando con agenzie): spiccare dalla massa, determinare bene bene per se stessi gli argomenti di cui si ha la certezza di riuscire a fare un bel lavoro, determinare bene bene per se stessi sotto quale prezzo non scendere MAI, determinare bene bene per se stessi che per “incontrare” l’agenzia (e quindi certe opportunità di lavoro, anche se limitate) disposta a pagare per qualità, ci vuole molto tempo e molta determinazione propria. Conseguentemente, l’inviare CV e presentazioni deve forzatamente accompagnarsi a cercare altro lavoro, di qualunque tipo, per mantenersi e fare esperienza di lavoro e di relazioni sul luogo di lavoro.

Foto: Clotilde abiti trasformisti è la piccola azienda di successo creata da due giovani amiche, Silvia Bartolini e Costanza Turchi. Dopo il diploma hanno iniziato ritagliando e e ricucendo insieme abiti propri e di altri per crearne altri, nuovi e originali. Nel 2003 iniziano a fare le prime collezioni.

“Le stiliste definiscono i loro abiti Idee di stoffa da mettere addosso. Idee che si materializzano con fili e stoffe, ispirate dal mondo dell’arte nelle sue molteplici espressioni (teatro, cinema, pittura, fotografia, poesia), e alimentate dalle sfumature della quotidianità, oltre che dalle relazioni.”

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