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SALMONE

“Conosco una lingua straniera. Posso diventare traduttore?

Questa domanda apparsa in varie forme sulla pagina in facebook, ma appare da sempre anche nelle mailing list per traduttori. E’ una delle molte domande che si pongono coloro che studiano lingue quando devono decidere che strada percorrere.”

Inzia in questo modo un articolo che nel 2010 ho scritto sul blog Tra di noi. Era appena iniziata la mia avventura – esperienza – con i traduttori e i colleghi in Facebook.

Oggi aggiungerei a questo articolo un aspetto fondamentale che allora ho dimenticato di sottolineare. Ogni freelance investe tempo e soldi nella propria formazione e nell’esperienza pratica necessaria per potersi distinguere dagli altri che si muovono sullo stesso mercato. Noi, Stefania e Frauke, abbiamo speso in termini di soldi e di tempo soprattutto sbagliando. Io in particolare ho iniziato a lavorare in tempi senza internet e spendevo quindi moltissimo, non solo in telefonate ma anche in viaggi, per le mie ricerche.

I giovani di oggi devono riuscire a realizzare i propri sogni in tempi piuttosto veloci. Gli strumenti per velocizzare i processi di crescita oggi ci sono. Rispetto al passato ora esistono molti corsi, non solo per traduttori ma con ogni tipo di contenuto. I viaggi verso l’estero sono alla portata di tutti. Fermo restando quindi che investire nel proprio futuro è per il professionista di oggi un dovere come lo era per quello di prima, ora è cambiato il tipo di investimento.

Certo, non ha alcun senso investire soldi e tempo per finire a fare l’ennesimo pesciolino rosso che sparisce in mezzo alle migliaia di pesciolini rossi sul mercato. Per riuscire a lavorare traducendo con soddisfazione, bisogna aspirare a diventare quel salmone che per dimensioni e colore spicca tra la massa dei pesciolini rossi. Chi inizia è per forza un pesciolino rosso. Non sa come si diventa salmone. Neanche noi sapevamo come si faceva a diventare salmoni: l’abbiamo imparato strada facendo.

Quale strada imboccare e come imboccarla, per diventare salmoni, è il soggetto delle otto ore del nostro corso.

Perché Tradurre in concreto è un corso itinerante?

Consapevoli di nuotare controcorrente come fanno i salmoni, noi ci spostiamo rispettivamente da Brescia e dalla Toscana verso casa vostra. Con la quota di partecipazione al nostro corso itinerante, ognuno di voi contribuisce a coprire i costi dei viaggi di due professioniste, i loro pernottamenti e le tre giornate complete che mancano da casa loro, due delle quali sono l’equivalente delle “heures à chômer” che fanno parte delle nostre parcelle di interpreti, come faranno parte delle vostre quando dovrete fare preventivi per lavori di interpretariato.

Chi decide di partecipare al nostro corso, sa quindi cosa sta pagando. Ha potuto valutare chi siamo, da dove veniamo e che tipo di successi abbiamo ottenuto. Chi ci vuole seguire può scegliere se diventare un salmone o accontentarsi di restare un pesciolino rosso.

  

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