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Domanda di una giovane traduttrice (ma molto intraprendente!):

“..vorrei gentilmente chiederle un altro suggerimento riguardo alla presentazione della mia pagina FB dedicata all’offerta di servizi di traduzione. Mi chiedo se, per rendere tale offerta più credibile agli occhi dei potenziali clienti, potrebbe essere utile sottolineare che sarei, eventualmente, assistita da un traduttore esperto, come lei e F.C. …. a suo parere, mi farebbe apparire poco professionale . .?”

Riflessione:

Molti definiscono il lavoro del traduttore un lavoro solitario. Non vi è convinzione più sbagliata. Il processo mentale che si mette in moto traducendo è per definizione un processo di sdoppiamento di psiche e di mente: dobbiamo necessariamente immedesimarci in due culture con due lingue diverse tra di loro.

Quello che per un traduttore professionale diventa riflesso automatico, è formulare immediatamente i propri dubbi, per poter definire le fonti più corrette per risolvere quegli stessi dubbi. Formulare i propri dubbi – farseli venire – è fondamentale per formarsi costantemente e completare permanentemente le proprie competenze:

  • sul piano dei contenuti
  • sul piano linguistico

Praticamente ognuna delle fasi di traduzione coinvolge “altre persone”:

  • per risolvere i dubbi
  • per fare le proprie scelte
  • per completare le fasi di controllo qualità

Per questo motivo l’agenzia di traduzione che conosce bene il lavoro dei traduttori, lavora sempre con team di minimo due persone, di cui uno traduce mentre l’altro funge da revisore.

Tuttavia, perfino quando un traduttore lavora da solo, vi è un momento in cui si comporta come se stesse lavorando insieme ad altri. “Lascia riposare il testo”. In realtà fa riposare il proprio cervello. Perché sa che quando riprenderà in mano il testo con un cervello “nuovo”, riuscirà a guardare e valutare quello che “l’altro” ha scritto precedentemente, con occhi completamente diversi.

Conclusione e risposta alla domanda:

Se diciamo che “ci facciamo assistere”, facciamo sembrare che non siamo in grado da soli. 

Una possibile formulazione più corretta è:

“Il mio servizio comprende ovviamente la mia collaborazione con specialisti dei vari settori e revisori linguistici”.

Apprendendo in modo così esplicito un aspetto del lavoro che dovrà pagare, il cliente stesso (ri)valuterà in modo “più corretto” sia il lavoro, sia il prezzo.  

Quando ho pubblicato la foto del gatto norvegese sulla bacheca-FB della mia collega e amica Berit Ness Johnsen, la sua reazione, quella tipica della traduttrice con molta esperienza pratica, è stata immediata: in men che meno Berit ha cercato e pubblicato articoli contenenti ogni tipo di informazione possibile immaginabile, per due tipi di lettori: italiani e norvegesi.

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